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Tamburo
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top
Si definisce mwcatamburo uno mwcqstrumento musicale di forma tubolare cavo con due pelli, di cui una sul fondo, in cui il suono è prodotto percuotendo o raschiando una mwcgpelle tesa attraverso una delle due estremità del fusto e dalla reazione della seconda pelle per simpatia.
Impropriamente e in senso generico esteso viene chiamato tamburo uno mwdastrumento a percussione qualsiasi della famiglia dei mwdqmembranofoni compresi timpani e tamburelli (vedi questa voce per i vari tipi di tamburo). Possono essere suonati da battenti o bacchette (in legno o con feltri sulla punta).
Contents
• Storia
• Italia
• Pakistan
• Brasile
• Irlanda
• Giappone
• Note
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Storia
Il nome deriva dal persiano mweqtambûr e l'oggetto esiste nella maggior parte delle culture.cite-ref-1[1]
Nel mondo mwfwgreco era chiamato mwgatympanon e il nome mwgqtympanum passò ai romani. Lo strumento non è citato nell'mwggIliade né nell'mwgwOdissea, ma nel mwhaV secolo a.C. mwhqEuripide lo citò, nella scena iniziale delle mwhgBaccanti.cite-ref-2[2] I Greci erano quindi convinti che lo strumento fosse di origine mwiwFrigia, mentre i romani pensavano che fosse di origine mwjasiriana. È probabile che i greci ne abbiano ricevuto l'uso dalle colonie dell'mwjqAsia Minore, e lo abbiano trasmesso ai romani. La pelle usata era comunemente d'mwjgasino - da dove la popolare favola di mwjwFedro sull'asino, destinato ad essere picchiato anche da morto.cite-ref-3[3]
Il mwlqtympanum (le cui immagini antiche presentano sempre uno strumento ad una sola membrana) si poteva suonare con bacchette o con il mwlgtirso, ma l'uso più comune era suonarlo con la mano (come ancora si fa con il mwlwtamburello, al quale il timpano antico somiglia moltissimo, anche per l'aggiunta di cimbalini e sonagli che ne potenziavano il suono). Lo strumento passò ad essere simbolo di mwmaeffeminatezza, perché ne facevano uso i sacerdoti di Cibele, ritualmente evirati.
Non sono note rappresentazioni antiche, in area mediterranea, di mwmgtympanon a doppia membrana, benché ne parlino autori del mwmwbasso impero.
Nelle culture tradizionali i tamburi rivestono spesso un carattere ufficiale, cerimoniale, sacro o simbolico. In alcuni paesi mwnqafricani, i tamburi rappresentano e proteggono la regalità tribale, e sono spesso conservati in luoghi sacri. In tutta l'mwngAsia centrale, in mwnwSiberia e presso alcune tribù indigene dell'mwoaAmerica settentrionale il mwoqtamburo a cornice è utilizzato come oggetto rituale.
In Europa, mwowAl-tambor arrivò con gli arabi, che per primi usarono questi strumenti nei loro eserciti.
Era al suono del tamburo che venivano fatti gli annunci sulle piazze a partire dal Medioevo. Il tamburo è stato utilizzato anche come mezzo di comunicazione. A partire dal mwpqXVI secolo, infatti, batterie di mwpgrullanti venivano utilizzate da militari specializzati, i mwpwtamburini, per comunicare istruzioni ai reggimenti di mwqafanteria europei. In mwqqFrancia, l'uso del tamburo conobbe un grande sviluppo a partire dal mwqgPrimo Impero, soprattutto grazie ai mwqwgranatieri della mwraGuardia imperiale, che eccellevano nella maniera di battere (ancora molto usata nelle cerimonie ufficiali).
Tamburi nel mondo
mwrwQuesta lista è suscettibile di variazioni e potrebbe essere incompleta o non aggiornata.
Italia
In alcune località della mwswCalabria le processioni religiose sono accompagnate dal ritmo scandito da complessi formati soltanto da suonatori di tamburo. Famosi erano i mwta"tummarinari" di Pittarella, ricordati in una nota poesia del poeta dialettale mwtgMichele Pane.
In mwuaSardegna, l'utilizzo dei tamburi è soprattutto in periodo di mwuqCarnevale, realizzati anticamente in pelle di mwugcane, oggi di capra, anticamente erano diffusi in alcuni centri del mwuwLogudoro come mwvaPozzomaggiore e, in mwvqBarbagia, a mwvgGavoicite-ref-4[4] e mwwwOrani; in mwxaOgliastra nei paesi di mwxqTertenia, mwxgLanusei, mwxwIlbono, mwyaLoceri e mwyqUlassai. Il paese che ha mantenuto la tradizione è solo Gavoi, dove si chiamano "Tumbarinos",cite-ref-5[5] mentre in Ogliastra si chiamano Tamborrusu.
Per la mwzwPuglia, Athanasius Kircher nel seicento attestò l'uso del "surdastro", un tamburo bipelle che si percuoteva su entrambi i lati con due bacchette, e della zampogna, per eseguire la musica che si pensava curasse i tarantolati.
In mwaqCampania è tipica la "mwagtammorra", un tamburo a cornice di grossa dimensione, con pelle di capra o montone e cinque coppie di piattini risonanti inseriti e distribuiti simmetricamente nel fusto. Essa prende spunto dal setaccio agricolo, sia nella movenza coreografica sia nella tecnica di esecuzione. A questo proposito è caratteristica è la danza della "mwawtammurriata", espressione coreutica rurale di corteggiamento, integrazione sociale e cordialità o sfida.
Il mwbqputipù è uno strumento a percussione usato nella mwbgmusica folk mwbwnapoletana e, più in generale, nella musica folk di gran parte del mwcaSud Italia, in realtà si tratta di un tamburo a frizione.
Nel nord Italia la presenza di tamburi tradizionali è stata storicamente più rara. Sebbene nel passato siano stati attestati diversi tipi, come il mweaTabass canavesano o il mweqSìmbolo veneto-istrianocite-ref-6[6] oggi sono caduti in disuso. L'unico tamburo attualmente utilizzato nel settentrione è il tamburo di mwfgCogne, in mwfwarpitano mwgaTambour de Cognecite-ref-7[7].
Africa occidentale
Sud America, caraibi
Arabia, medio oriente, Nord africa
India del nord
Pakistan
• Chimita
India del sud
Brasile
Irlanda
Giappone
Filippine
Note
cite-note-11. ↑ Un tamburo metallico ben conservato, e risalente al mw1qIII - mw1gII secolo a.C. è quello di Ngọc Lũ, trovato nel delta del mw1wFiume rosso in mw2aVietnam nel mw2q1893.
cite-note-22. ↑ Dioniso, nella scena iniziale: "mw3qlevate i frigi timpani, che insieme / Rea madre ed io trovammo" (trad. mw3gEttore Romagnoli). Più avanti però il coro afferma che il timpano fu invenzione dei mw3wCoribanti per farne dono a mw4aCibele.
cite-note-33. ↑ Testo in mw5aWikisource.
cite-note-44. ↑ mw6amw6qmw6gIl Carnevale, su mw6wGavoi.com. mw7aURL consultato il 3 maggio 2014 mw7q(archiviato dall'mw7gurl originale il 29 ottobre 2013).
cite-note-55. ↑ mw8gmw8wmw9aAssociazione Tombarinos di Gavoi, su mw9qtumbarinos.it. mw9gURL consultato il 3 aprile 2010 mw9w(archiviato dall'mw-aurl originale il 17 marzo 2010).
cite-note-66. ↑ Roberto Starec, mw-aPive,sìmbolo e fiavóle:tre strumenti musicali del folklore istriano, in Atti e memorie della società istriana di archeologia e storia patria, XXXIII, Trieste, 1985, pp.169-215.
cite-note-77. ↑ Emanuela Lagnier, mwaqaIl "tambour" di Cogne e il "tabass" canavesano, Bologna, 1989, pp. 5-10.
Voci correlate
• mwaquBatteria
• mwaqcBatteria elettronica
• mwaqkDrum machine
• mwaqsBatterista
• mwaq0Percussionista
• mwaq8Strumenti musicali
• mwareOrchestra
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